Grano duro

Triticum turgidum subsp. durum
Cereale · Poacee
Conosciuto anche come: Frumento duro

Un chicco duro e vitreo, color ambra, che sotto la macina si rompe in granelli invece di farsi polvere: è la semola. Da lì vengono la pasta secca italiana, il cuscus del Maghreb, il pane di Altamura, cibi di tutti i giorni che portano il nome di chi li fa e quasi mai quello del grano.

Due spighe mature di grano duro con lunghe reste, un mucchio di chicchi ambrati e vitrei e un mucchio di semola gialla e granulosa, su fondo crema.
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Origine e storia

Il grano duro discende dal farro selvatico, Triticum turgidum subsp. dicoccoides, un cereale spontaneo del Vicino Oriente.

Due ricostruzioni per la stessa regione, la Mezzaluna fertile. Gli studi genetici legavano il farro coltivato, da cui viene il duro, al farro selvatico del sud-est della Turchia; uno studio del 2020 vi trova anche un forte apporto dal Levante meridionale, dove l'archeologia colloca le prime coltivazioni.

Il grano duro si coltiva soprattutto nelle terre asciutte del Mediterraneo, dove la pianta deve riempire il chicco proprio mentre l'acqua comincia a mancare. Nell'annata 2025/26 il mondo ne consuma circa 36,5 milioni di tonnellate e ne scambia 8,6, secondo il Consiglio internazionale dei cereali (IGC). Il Canada, che ne ha raccolti 7,1 milioni, è il grande fornitore e lo vende soprattutto a Turchia, Algeria, Messico, Venezuela, Nigeria e Cina.

Storia

Dai farri addomesticati nella Mezzaluna fertile la selezione ha ricavato i grani nudi, quelli in cui il chicco esce dalla spiga alla trebbiatura senza bisogno di essere sbucciato, e il duro è uno di questi. I resti più antichi di grani nudi, a Tell Halula, sul medio Eufrate, risalgono a circa 8000 a.C.; verso il 5000 a.C. avevano già raggiunto l'estremo occidente del Mediterraneo.

Il suo genoma, sequenziato nel 2019 su una varietà italiana, Svevo, porta ancora i segni di quei millenni di selezione.

Ruolo culturale

Nel Maghreb il grano duro diventa cuscus, e il cuscus è un rito più che una ricetta: la semola rotolata a mano, il piatto messo al centro per mangiare insieme. Nel 2020, su candidatura comune di Algeria, Mauritania, Marocco e Tunisia, l'UNESCO lo ha iscritto nel patrimonio culturale immateriale; il sapere che c'è dietro passa ancora di generazione in generazione dentro le famiglie.

Curiosità

Il grano duro ha 28 cromosomi, il grano tenero 42: i 14 in più vengono da un'erba selvatica, l'egilope. Per recuperare geni utili contro la siccità, i ricercatori ripetono quell'incrocio in laboratorio, unendo grano duro ed egilope, e ottengono grani «sintetici».

Riconoscerlo

Aspetto

Il chicco è allungato, color ambra e vitreo: spezzato, mostra un interno compatto e traslucido, non bianco e farinoso come quello del grano tenero. La semola che se ne ricava è giallo ambrato.

Profumo

Crudo, il chicco è quasi muto al naso, e la semola sa appena di cereale secco. Il profumo arriva con la cottura: la crosta del pane di semola sa di grano tostato.

Sapore

Pieno e appena dolce, con una nota di nocciola che si sente meglio nel pane di semola e nella pasta condita con poco.

Consistenza

La semola è ruvida e scorrevole fra le dita, come sabbia fine, mentre la farina di grano tenero è liscia e si compatta nel pugno.

In cucina

Usi principali

In cucina il grano duro arriva quasi sempre già macinato. La sua semola dà alla pasta secca il colore giallo e una tenuta in cottura che la lascia soda e non la fa sfaldare; rimacinata più fine, è la base di pani come quello di Altamura. Lavorata con poca acqua e rotolata in granelli diventa cuscus, che si cuoce al vapore. Il chicco intero, bollito, essiccato e spezzato, è il bulgur: si serve come contorno al posto del riso ed è la base del tabulè e del kibbeh.

Ruolo nel piatto

Accompagnamento · Protagonista del piatto

Conservazione

La semola e il bulgur si tengono in contenitori ben chiusi, al fresco e all'asciutto, consumando prima le confezioni più vecchie. Attirano gli insetti della dispensa: se compaiono, quattro giorni in congelatore a 18 gradi sotto zero li eliminano.

Nutrizione e allergeni

Crudo — per 100 g

Energia332 kcal
Proteine13,0 g
Carboidrati62,5 g
di cui zuccheri3,2 g
Grassi2,9 g
di cui saturi0,5 g
Fibre9,8 g
Sodion.d.
Vitamine
Vitamina B10,43 mg
Vitamina B35,70 mg
Vitamina B940 µg
Minerali
Selenio3,8 µg
Fosforo330 mg
Magnesio160 mg
Zinco2,9 mg
Potassio494 mg

Fonte: CREA · Tabelle di composizione degli alimenti, agg. 2019 · 01/12/2019

Grassi saturi calcolati dalla percentuale sugli acidi grassi totali dichiarata da CREA, con fattore di conversione FAO/INFOODS 0,72; sodio non riportato da CREA per questo alimento; indice glicemico non riportato, perché il grano duro si mangia trasformato e l'indice cambia da un prodotto all'altro.

Allergeni

Cereali contenenti glutine

Allergie

L'allergia al grano, più frequente nei bambini, può dare reazioni immediate, anche gravi, fino all'anafilassi, compresa una forma che compare solo se dopo il pasto si fa uno sforzo fisico; la cura principale resta evitare il grano. Respirata, la farina di grano può causare l'asma del panettiere, malattia professionale di chi la lavora ogni giorno. Diversa è la celiachia, una risposta immunitaria scatenata dal glutine, che il grano duro contiene: riguarda circa una persona su cento nella maggior parte delle popolazioni.
Fonte: Cianferoni A., «Wheat allergy: diagnosis and management», Journal of Asthma and Allergy 2016;9:13-25; Lebwohl B., Sanders D.S., Green P.H.R., «Coeliac disease», Lancet 2018;391(10115):70-81