Basilico

Ocimum basilicum
Erba aromatica · Lamiacee

Basta sfiorarlo perché la mano ne resti profumata. Non è una pianta sola: il genovese è dolce e floreale, il thailandese sa di anice e liquirizia, il tulsi indiano profuma di chiodo di garofano ed è sacro. Stesso nome, foglie diverse, cucine che non si sono mai incontrate.

Mazzetto di basilico fresco su fondo crema, con foglie ovali lucide disposte a coppie sul fusto e tre foglie staccate accanto.
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Origine e storia

Pianta annuale o piccolo arbusto delle Lamiacee, nativa delle zone tropicali e subtropicali dell'Asia fino al nord dell'Australia, dove cresce soprattutto nei climi caldi con una stagione secca.

Le fonti botaniche non indicano un centro di domesticazione preciso: la specie è stata portata e coltivata fuori dalla sua area d'origine, e oggi è presente come pianta introdotta in Europa, in Africa e nelle Americhe.

Oggi è coltivato in pieno campo e in serra, e cresce in vaso su molti balconi. Secondo uno studio del 2021, oltre il 90 per cento della produzione professionale di basilico va all'industria alimentare e non al mazzo venduto fresco.

Storia

Il nome viene dal greco «basilikón», «erba regia». Da quando sia arrivato in Italia è conteso: il disciplinare del Basilico Genovese lo fa introdurre in Liguria dai Romani, mentre uno studio del 2025 colloca la sua diffusione nel Mediterraneo fra Seicento e Settecento e la coltivazione ligure dall'Ottocento.

Fra i primi ricettari genovesi a stampa, nella «Vera cuciniera genovese» di Emanuele Rossi, il pesto è già descritto: aglio, basilico, formaggio d'Olanda e parmigiano si pestano nel mortaio fino a farne una pasta, sciolta poi con olio in abbondanza. Pinoli, in quella ricetta, non ce ne sono. In Provenza il pistou è una minestra di verdure legata con una crema di basilico e aglio pestati.

Ruolo culturale

Nel «Decameron» Lisabetta da Messina nasconde la testa dell'amante ucciso dai fratelli in un vaso, ci pianta sopra «parecchi piedi di bellissimo basilico salernetano» e lo bagna di lacrime finché i fratelli glielo portano via; quasi cinque secoli dopo John Keats ne trasse il poemetto «Isabella, or the Pot of Basil» (1820). Nelle chiese greco-ortodosse, il 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Croce, la croce viene portata in processione su un vassoio circondato di rami di basilico, che i fedeli ricevono alla fine del rito: la tradizione vuole che Sant'Elena abbia ritrovato la vera Croce sotto quella pianta profumata.

Curiosità

Plinio il Vecchio riporta che il basilico andava seminato fra maledizioni e insulti, perché così cresceva più rigoglioso, e che dopo la semina si pestava la terra.

Riconoscerlo

Aspetto

Le foglie crescono a coppie opposte su un fusto quadrangolare, come in tutte le Lamiacee, ma cambiano molto da un basilico all'altro: piccole e fitte nel basilico a foglia piccola, che forma un cespuglio compatto; lisce e medie nel genovese; grandi e bollose in tipi come il napoletano; viola scuro nei basilici rossi. La fioritura, in spighe di piccoli fiori bianchi o rosati, indurisce le foglie: chi lo coltiva per la cucina ne cima le punte.

Profumo

Ogni tipo di basilico ha il suo profumo, perché l'aroma dipende da poche molecole volatili: il linalolo dà la nota floreale, l'eugenolo quella calda di chiodo di garofano, l'estragolo l'anice, il citrale il limone. L'estragolo manca nel genovese e nei basilici viola ma compare nel napoletano, e nei basilici thailandesi la nota di limone che accompagna l'anice viene da geraniale e nerale. Conta anche la terra: in uno studio del 2025 lo stesso basilico coltivato in Piemonte invece che in Liguria ha sviluppato più metileugenolo e canfora.

Sapore

Dolce, erbaceo, con una punta fresca e leggermente piccante in fondo. Il sapore vive quasi tutto nel profumo, e il profumo è fatto di sostanze volatili: il calore prolungato lo spegne.

Consistenza

Foglia tenera e sottile, che si ammacca e annerisce in fretta se schiacciata, tagliata a lungo o lasciata al freddo. Per questo in cucina si spezza con le dita o si taglia all'ultimo momento, e nel mortaio del pesto lo si pesta invece di tritarlo.

In cucina

Usi principali

Si usa quasi sempre crudo o alla fine: sul sugo di pomodoro quando si spegne il fuoco, sulla pizza appena uscita dal forno, a foglie intere con pomodoro e mozzarella, pestato al mortaio nelle salse. Nelle cucine dell'Asia si usa a manciate, anche con le cotture veloci in padella, e il tipo di basilico cambia il piatto più della quantità. La porzione di riferimento è di 5 grammi, una manciata di foglie: i valori per 100 grammi della tabella corrispondono a venti porzioni.

Ruolo nel piatto

Aromatizzante salato · Farcitura e guarnizione

Abbinamento classico

Conservazione

Il mazzo si tiene come un mazzo di fiori, con i gambi in un bicchiere d'acqua e le foglie all'aria, lontano dal sole diretto; la piantina in vaso resta la scorta migliore. Per tenerlo più a lungo si congela tritato e coperto d'olio, in piccole porzioni. Essiccato conserva poco del suo profumo fresco.

Nutrizione e allergeni

Crudo — per 100 g

Energia42 kcal
Proteine3,1 g
Carboidrati5,2 g
di cui zuccheri5,1 g
Grassi0,8 g
di cui saturin.d.
Fibre1,6 g
Sodio9 mg
Vitamine
Vitamina C26 mg
Vitamina B955 µg
Vitamina B20,31 mg
Vitamina B31,1 mg
Minerali
Potassio300 mg
Calcio250 mg
Ferro5,5 mg

Indice glicemico non determinato: la porzione necessaria al test standard (50 g di carboidrati disponibili) non corrisponde a nessun consumo reale di questo alimento.

Fonte: CREA · Tabelle di composizione degli alimenti, agg. 2019 · 01/12/2019

Grassi saturi non riportati da CREA per questo alimento; fibra totale dichiarata da CREA come dato stimato; porzione di riferimento CREA 5 g.