Non è una radice ma un fusto sotterraneo, il rizoma, di una pianta che in natura non esiste più: lo zenzero coltivato è sterile e si moltiplica solo per pezzi di rizoma. Si grattugia fresco nelle cucine d'Asia e si usa in polvere nei dolci d'Europa, dal pan di zenzero inglese, che secondo i Royal Botanic Gardens di Kew risale all'epoca anglosassone, ai biscotti speziati.
Una pianta erbacea perenne delle foreste tropicali di pianura: per Kew il suo areale va dall'Himalaya orientale alla Cina centro-meridionale.
Dove sia stato addomesticato è discusso: per Kew forse in India; secondo uno studio genetico del 2021, i primi a coltivarlo furono i popoli austronesiani, più di tremila anni fa, e da loro arrivò nell'India del Sud.
Oltre che in Asia, oggi si coltiva in Africa occidentale, nei Caraibi, in America Latina e nelle isole del Pacifico: fra i 44 paesi che la FAO conta nel 2024 ci sono il Camerun, la Giamaica, la Guyana e le Figi.
Secondo la FAO, nel 2024 nel mondo si sono raccolte quasi 4,9 milioni di tonnellate di zenzero.
Tutti gli altri paesi7,2 %
Fonte: FAOSTAT, dati 2024 · letta il 16/10/2026
Plinio il Vecchio, nella «Storia naturale», scrive che lo zenzero cresce in Arabia e nella terra dei Trogloditi, sul Mar Rosso, e che a Roma si vende a sei denari la libbra, più del pepe nero, che ne costa quattro. In realtà la pianta veniva dall'Asia; Plinio si stupiva comunque che spezie selvatiche nei loro paesi si comprassero «a peso, come se fossero oro o argento».
Nei «Dialoghi» di Confucio, nel libro che descrive le abitudini del maestro, a tavola compare una regola precisa: nella traduzione di James Legge, «non mangiava mai senza zenzero».
Negli Stati Uniti del proibizionismo l'estratto di zenzero giamaicano, il «jake», si vendeva in farmacia come digestivo, ma con il 70 per cento di alcol si beveva. Nel 1930 una versione adulterata con un composto industriale, il triortocresilfosfato, paralizzò mani e piedi a decine di migliaia di persone, secondo lo storico del servizio sanitario pubblico americano.
In polvere è fine e asciutto, color sabbia. Il rizoma fresco è nodoso e ramificato come una piccola mano, con la buccia sottile color nocciola e la polpa giallo pallido.
Caldo e agrumato, con una nota pepata; nella polvere le note più fresche si attenuano e prevale il calore.
Pungente. Nel fresco il piccante viene dai gingeroli; con l'essiccazione una parte si trasforma in shogaoli, più pungenti ancora, e con la cottura in zingerone.
La polvere si scioglie nei liquidi senza lasciare fibre. Il fresco è succoso ma fibroso, e invecchiando diventa legnoso.
In polvere va nelle miscele di spezie, nelle bevande calde e nelle marinate, sempre in piccole dosi. Fresco, tagliato a fiammiferi, insaporisce soffritti e brodi; in Giappone, in fette sottili sottaceto, accompagna il sushi.
La polvere si tiene in un barattolo chiuso, al buio e lontano dai fornelli: con il tempo perde profumo. Il rizoma fresco, intero e con la buccia, regge qualche settimana in frigorifero; si può anche congelare e grattugiare ancora gelato.
| Energia | 335 kcal |
|---|---|
| Proteine | 8,98 g |
| Carboidrati | 71,62 g |
| di cui zuccheri | 3,39 g |
| Grassi | 4,24 g |
| di cui saturi | 2,599 g |
| Fibre | 14,1 g |
| Sodio | 27 mg |
| Vitamine | |
| Vitamina B6 | 0,626 mg |
| Vitamina B3 | 9,62 mg |
| Vitamina C | 0,7 mg |
| Minerali | |
| Manganese | 33,3 mg |
| Ferro | 19,8 mg |
| Magnesio | 214 mg |
| Potassio | 1.320 mg |
| Calcio | 114 mg |
| Rame | 0,48 mg |
Indice glicemico non determinato: la porzione necessaria al test standard (50 g di carboidrati disponibili) non corrisponde a nessun consumo reale di questo alimento.
Fonte: USDA · SR Legacy April 2018 · 01/04/2018
Valori dello zenzero essiccato e macinato; un cucchiaino pesa circa 1,8 g (porzione di riferimento USDA).