Castagna

Castanea sativa
Frutta a guscio · Fagacee

I Romani diffusero il castagno in Europa più per il legno che per il frutto; fu nel Medioevo che intere comunità cominciarono a viverne. Il frutto ha poco grasso e molto amido: si arrostisce sulla brace, si lessa, si secca e si macina in farina, e oggi lo si raccoglie in Spagna come in Turchia, in Italia come in Giappone.

Un riccio di castagno aperto, fitto di aculei lunghi e sottili, con tre castagne all'interno; accanto tre castagne sciolte dal guscio marrone lucido con il ciuffetto in punta, e una castagna tagliata a metà che mostra la polpa color crema, su fondo crema.
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Origine e storia

Il castagno europeo, un albero della famiglia delle Fagacee sopravvissuto all'ultima glaciazione in aree rifugio dell'Europa meridionale, della Turchia nord-orientale e del Caucaso; oggi cresce dal Mar Caspio all'Atlantico.

Le prime tracce di coltivazione risalgono a circa il 2100 a.C., in Anatolia, nella Grecia nord-orientale e nella Bulgaria sud-orientale; in Italia la coltivazione sistematica comincia nel primo secolo d.C. sulle colline dei laghi prealpini.

La FAO conta per il 2024 circa 2,1 milioni di tonnellate di castagne, ma quasi tre quarti vengono dalla Cina, dove si coltiva soprattutto il castagno cinese, una specie diversa. Fra i paesi del castagno europeo il primo è la Spagna, seguita da Turchia, Italia, Grecia e Portogallo.

Chi lo produce

  1. 1.Cina72,9 %
  2. 2.Spagna8,7 %
  3. 3.Bolivia4,0 %
  4. 4.Turchia3,5 %
  5. 5.Italia3,1 %
  6. 6.Corea del Sud2,5 %
  7. 7.Grecia1,6 %
  8. 8.Portogallo1,3 %

Tutti gli altri paesi2,4 %

Fonte: FAOSTAT, dati 2024 · letta il 15/10/2026

Stagionalità

Emisfero Nord: ottobre e novembre

Storia

Già nel primo secolo i Romani distinguevano diverse castagne: Plinio il Vecchio ne nomina una «tarantina», da Taranto, e due ottenute con l'innesto nei dintorni di Napoli, la «corelliana» e la «tereiana», e racconta che il nome di «ghianda di Zeus» fu dato alle castagne migliorate dalla coltivazione.

Nel 1938, vicino a Genova, fu trovato per la prima volta in Europa il cancro corticale del castagno, un fungo arrivato dall'Asia. Negli anni Cinquanta in alcuni castagneti italiani le piante cominciarono a guarire da sole: un virus aveva indebolito il fungo, e questo fenomeno, chiamato ipovirulenza, ha aiutato a contenere la malattia in Europa.

Ruolo culturale

In Corsica la farina di castagne, «farina castagnina corsa», è una denominazione d'origine protetta dal 2010: si ricava da varietà locali selezionate nei secoli e si usa per piatti come la «pulenda», una polenta di castagne, e le frittelle.

Curiosità

Lo stesso fungo del cancro corticale arrivò negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento, con castagni importati dal Giappone, e fra il 1904 e il 1950 distrusse quasi del tutto il castagno americano, una specie diversa da quella europea, nei boschi dell'Est del paese.

Riconoscerlo

Aspetto

Matura dentro un riccio spinoso che si apre quando il frutto è pronto. Il guscio è sottile, marrone e lucido, più chiaro alla base e con un piccolo ciuffo in punta; sotto il guscio una pellicola sottile e pelosa avvolge la polpa color crema.

Profumo

Cruda ha un odore lieve; arrostita sa di tostato e di dolce.

Sapore

Dolce, con una nota farinosa. Tenute per qualche giorno fra 20 e 25 gradi prima della vendita, le castagne si addolciscono, perché parte dell'amido si trasforma in zuccheri.

Consistenza

Cruda è soda e croccante; cotta diventa morbida e farinosa e si sbriciola sotto i denti.

In cucina

Usi principali

Si arrostiscono sulla brace o in una padella forata, dopo averne inciso il guscio perché il vapore non le faccia scoppiare, oppure si lessano, con o senza buccia. Lessate o arrostite entrano nei ripieni, nelle zuppe, nei contorni della carne e nei dolci. Secche si conservano a lungo e si reidratano in acqua o nel latte; macinate danno una farina dolce per pane, frittelle, polente e torte.

Ruolo nel piatto

Accompagnamento · Protagonista del piatto

Conservazione

Fresche sono deperibili: perdono acqua, ammuffiscono e possono germogliare. Si tengono al freddo, intorno a zero gradi, in aria umida e in sacchetti forati che limitano la perdita d'acqua; nei magazzini, in atmosfera controllata, durano fino a quattro mesi. Una pratica tradizionale è la curatura in acqua: le castagne restano immerse da tre a sette giorni, e il trattamento riduce lo sviluppo delle muffe.

Nutrizione e allergeni

Cotto — per 100 g

Energia245 kcal
Proteine3,17 g
Carboidrati52,96 g
di cui zuccheri10,6 g
Grassi2,2 g
di cui saturi0,414 g
Fibre5,1 g
Sodio2 mg
Vitamine
Vitamina E0,5 mg
Vitamina B10,243 mg
Vitamina B60,497 mg
Vitamina B970 µg
Vitamina C26 mg
Minerali
Magnesio33 mg
Fosforo107 mg
Zinco0,57 mg
Rame0,507 mg
Manganese1,18 mg
Selenio1,2 µg
Potassio592 mg
Indice glicemico
Indice glicemico54
Classe IGBasso
Carico glicemico22

Fonte IG: Atkinson 2021 - Lista 2 · Chestnuts, baked for 30 min

Fonte: USDA · SR Legacy April 2018 · 01/04/2018

Castagne arrostite; carboidrati calcolati da USDA per differenza, fibra compresa. Indice glicemico dalla Lista 2 di Atkinson 2021: castagne al forno, studio sudcoreano del 2018 (al vapore 58). Carico glicemico calcolato sulla porzione USDA di 10 castagne arrostite, 84 g, con 40 g di carboidrati disponibili.

Allergie

Chi è allergico al lattice di gomma naturale può reagire anche alla castagna: è la sindrome lattice-frutta. Quante persone allergiche al lattice ne soffrano cambia molto da uno studio all'altro, dal 4 all'88 per cento secondo il metodo usato; con i criteri più precisi, circa un terzo. Fra gli alimenti coinvolti più spesso ci sono banana, avocado e kiwi, e in diversi studi la castagna; le reazioni vanno da prurito e gonfiore in bocca fino allo shock anafilattico.
Fonte: Gromek W., Kołdej N., Świtała S., Majsiak E., Kurowski M., «Revisiting Latex-Fruit Syndrome after 30 Years of Research: A Comprehensive Literature Review and Description of Two Cases», Journal of Clinical Medicine 13(14):4222, 2024.